Insomma, che è che non è, la differenza climatica, il viaggio nel gippone, l'uscita a Verghereto per via dei soliti lavori sui ponteggi dell'E45, e quindi serpeggia a destra, càvati dai coglioni 'sto camion appena puoi, l'omino col cappello sul panda 4X4, che cazzo va in giro a quest'ora che non è manco più tempo di tartufi, dài gas a manetta, frena brusco, attento ad i bambini che non facciano capa e muro, un occhio alla strada curva, un altro all'orologio, poi quel parcheggio a cazzo che è toccato intrufolarci alternativamente a retromarcia, sbagaglia, trova un po' un trolley se sei cazzo, e poi il check in, la fila d'un'ora circa, porca miseria tutti mo' che partono?, poi dice "non c'è una lira", l'arrazzichita a fianco che s'incunea come se il fatto non fosse il suo, "E porca troia! Ma che napoletano? Ti fai fottere così il posto nella fila!", ammollagli i bagagli sopra il nastro e beccati i biglietti, passa il metaldetector a sfinimento per via della borchia della cintura che mentre ti stai levando l'agente ti fa segno "Vabbuò va! Passa lo stesso", l'attesa, l'imbarco con mezz'ora di ritardo, c'è un refolo di vento, il posto ci ha detto culo stavolta che non è sull'ala, la partenza, leggo svogliatamente qualche pagina, qualche fregnino piagne e nun la smette, il solito panino che non mangi, si sa, ma s'apre ugualmente la confezione, poi s'odora, si fa la faccia schifata e infine si richiude, sotto nuvole, nuvole, poi deserto, poi manco mi ricordo che era buio, l'arrivo, compila la carta, i fìòli che si so' rotti i coglioni e n'han ben d'onde, ma tanto tocca cazziarli ugualmente che sennò poi tracimano, ripassa il detector, stavolta schiaffo tutto in una borsa e voglio vedere se ci rompe il cazzo, e invece ugualmente "biiip!", la guardia coi baffi m'incenerisce latrando, repente m'acciocchisco, facimm' chesta manfrina ddoje tre volte, poi blatera qualcosa, m'appropinquo, mi perquisisce, Passa!, Io passo, intorno mi guardavano, io l'ho guardati come a dire "ma addò s'è visto mai che uno da Città di Castello viene a fare un attentato a Marsa Alam?", ripiglia 'sti bagagli, fuori c'è il pullmann, t'affoca 'sta fiatata calda e secca, dentro il condizionatore pompa alla grande, un'ora di pullmànn, Saìd che si presenta e quando ride ha un illuminazione volpina che m'inquieta, Canetti, penso ad Elias Canetti e le similitudini ferine del sorriso, traballa triccabballa 'sto pullmànn, guidano a fari spenti, non me lo ricordavo, s'abbagliano quando s'incrociano, cazzo! tutto il contrario, il mondo di Bastiano, oddìo mi sento il mal di gola e la testa, accidenti, la testa che mi pulsa, maddài, è lo stress del viaggio, la hall è semplicemente uno sfarzo da sceicchi, aspetta qui, riposa, mi occupo io di tutto, vado, perlustro la stanza, do da mangiare ai pargoli, ritorno, la trovo là seduta che c'è uno che le impone le mani a dieci centimetri dalla fronte mentre le gira intorno, lei resta ad occhi chiusi, lui barbuglia qualcosa, "Machicazz'è?" "Zitto! E' uno di Torino! Gli hanno stappato tutti e sette i chakra! Ha detto che le fa passare tutto, le riattiva la circolazione del flusso che ristagna", questo le gira intorno, noi tutti zitti, i bambini zitti, la musica in sottofondo che arabeggia, i sette chakra!, stappati!, nientemeno!, quando ha finito dice "era calda, adesso farà dei sogni brutti ma domani tutto sarà passato".
Era calda, sì, 39 di febbre. Tonsillite, 69 euri di dottore di cui 51 di franchigia. Tre giorni di vacanza bell'e fottuti. Però qualcosa, lo riconosco, le ha stappato. Sicuro. Che meno male ci s'era portati Diarstop.