La bambina, tornando a casa dalla scuola, lo zaino péso e i libri, quanti libri alle elementari, l'astuccio, dimenticavo le matite, ben temperate, e i pennarelli, mi raccomando le gomme, poi, e i quaderni, ed i regoli, sì, i regoli. Incredibile vero? Scappa un sorriso anacronistico, capite,
regolo-> pallottoliere-> mappamondo-> cannocchiale-> binocolo...
Mia nonna ne aveva uno e ce l'ho ancora; d'avorio, è in mezzo alla libreria tra la mia roba. Lo portava, mia nonna, alle prime a teatro. Va' a capire tu com'è il gioco dei neuroni, la scintillante effervescenza delle sinapsi. Da uno zaino catapultati ad un binocolo d'avorio "fin de siecle". Mah!
La bambina, dicevo, tornando a casa dalla scuola, fa un salto nell'androne dell'asilo.
Voi penserete "E' una cosa da poco, è naturale". Ci andava fino all'anno passato in quell'asilo, un istituto di suore Salesiane. Privato. Per modo di dire privato, un asilo come tanti. La mensa, il refettorio, i banchetti, la cuoca. Per quello lo scegliemmo: ci cucinavano davvero, niente precotti. La cuoca, una signora molto grassa.
Entra, dicevo, nell'androne dell'asilo. C'è un disegno sul muro, no un affresco. E' un dipinto. Fatto a tempere, suppongo. Rondini, tetti, la torre campanaria, una scritta: "Liberi di educare". E la bambina còmpita, seria seria. Ha una gonnina corta fatta a balze, la temperatura lo consente, 'sto cazzo d'inverno! Risparmieremo sul riscaldamento e sulla legna. Porta un giubbino col collo di pelliccia e due stivali in tinta scamosciati. Còmpita, seria seria.
"Li... be... ri... di... E... du... ca... re..."
Ce ne è un'altra che è un morso nel mio cuore. Non che sia sua la colpa, voi mi capite, è che alle volte la vita va così. Io lo so, tra tre ore al massimo, diciamo, ha un esame, un "esonero" si dice. E' che, lo ammetto, non ci capisco un cazzo con gli esami, oggi, dico, con l'università. Be', mi rifiuto. Ha il suo esame, il suo esonero il terzo, mi pare, e a quest'ora probabilmente è dentro un treno.
Io ho due mani gentili da impiegato, e le braccia sento un morso dentro il cuore.