Divano di casa mia, 17/3/2009, 22 circa, sto guardando chi c'è e chi non c'è su Feisbùk, mia moglie a fianco uncinetta, la creatura legge qualcosa e tra un poco andrà a dormire, la televisione è appicciata e va in onda "Ballarò". Guidi, Confindustria. Nel suo intervento conto quattro "in qualche modo". Poi Cipolletta. "in una qualche misura". Ne conto cinque. Conteggio approssimativo il mio, certamente; in fin dei conti sto cazzeggiando al pc. Penso a Pontiggia, Giuseppe Pontiggia, alla sua voce che sembrava uscire con sforzo, voce di gola. Penso a Joyce, "I morti", commentati da Pontiggia. Penso a una strada che adesso faccio molto di rado. La percorrevo almeno una volta alla settimana. Potevo ascoltare la radio intanto che guidavo. Era sintonizzata sul terzo canale. Farenheit. Ecco dove mi porta Pontiggia. Anzi, dove mi porta "in qualche modo, in una qualche misura" Pontiggia. Certe volte ho partecipato a quel gioco che fanno a Farenheit, quello di indovinare il libro. E' passato qualche anno, diversi anni. Chiamavo col cellulare, quasi sempre non beccavo la linea. Una volta ci sono riuscito. Mi hanno risposto. Ho detto il nome del libro. "Il vecchio e il mare". "Esatto, però già è stato indovinato". Vabbe', resta la soddisfazione che qualcuno l'abbia raccolto. Che poi, se hanno già indovinato perché rispondi? stacca il telefono, no? Qualcuno su Feisbùk mi fa notare che Cipolletta arriva a cesellare addirittura "una misura che in una qualche misura" e il resto importasega. E' tutto un, come dire?, come dire. A me piace anche scriverlo per inciso, come dire. Penso alla 'O Connor e al linguaggio naturale. Ma se mi stai indicando una ricetta per la crisi economica, una formula che funzioni, che sia, come dire (mo' ci vuole come dire), una terapia, dunque qualcosa di efficace, qualcosa che deve eliminare un problema, cazzo, un problema assai grave, non puoi spiegarti dicendo "in qualche modo". Perché il problema, iocristo, è proprio qual è il modo.
IN QUALCHE MODO –
Emergente, anzi emerso. In alcuni intellettuali avalla l'idea che, «in qualche modo», tutto si possa dire e che si possa dire tutto. Che la prigione è l'unico spazio libero che conosciamo. O che il presente è il ricordo del futuro. In qualche modo.
Giuseppe Pontiggia, "Le sabbie immobili"