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Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Mi carezzo una ruga e me la stiro

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lunedì, 30 marzo 2009

Cornice (Giulia Argnani)



Giulia Argnani, nel blog LaMatitaDiGiulia ha pubblicato la sua interpretazione di Cornice
postato da: fuoridaidenti alle ore 17:42 | link |
categorie: e graziassĂ i
mercoledì, 18 marzo 2009

Letargia (zefiro è dolce, sento Aprile alle porte)

Postare quello che i contatori statistici segnalano è come segnare a porta vuota, si sa.
Date un consiglio, dite qualcosa a sto disgraziato.


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18th March 2009 16:06:18 www.google.it/search?hl=it&q=MI E CAPITATO PIU DI UNA VOLTA CHE MENTRE FACCIO L%27AMORE CON MIA MOGLIE LEI SBADIGLIA E A ME QUESTO FATTO DA MOLTO FASTIDIO&btnG=Cerca con Google&meta=&aq=f&oq=
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postato da: fuoridaidenti alle ore 16:52 | link |
categorie: casi umani, truculenze

In qualche modo, in una qualche misura

Divano di casa mia, 17/3/2009, 22 circa, sto guardando chi c'è e chi non c'è su Feisbùk, mia moglie a fianco uncinetta, la creatura legge qualcosa e tra un poco andrà a dormire, la televisione è appicciata e va in onda  "Ballarò". Guidi, Confindustria. Nel suo intervento conto quattro "in qualche modo". Poi Cipolletta. "in una qualche misura". Ne conto cinque. Conteggio approssimativo il mio, certamente; in fin dei conti sto cazzeggiando al pc. Penso a Pontiggia, Giuseppe Pontiggia, alla sua voce che sembrava uscire con sforzo, voce di gola. Penso a Joyce, "I morti", commentati da Pontiggia. Penso a una strada che adesso faccio molto di rado. La percorrevo almeno una volta alla settimana. Potevo ascoltare la radio intanto che guidavo. Era sintonizzata sul terzo canale. Farenheit. Ecco dove mi porta Pontiggia. Anzi, dove mi porta "in qualche modo, in una qualche misura" Pontiggia. Certe volte ho partecipato a quel gioco che fanno a Farenheit, quello di indovinare il libro. E' passato qualche anno, diversi anni. Chiamavo col cellulare, quasi sempre non beccavo la linea. Una volta ci sono riuscito. Mi hanno risposto. Ho detto il nome del libro. "Il vecchio e il mare". "Esatto, però già è stato indovinato". Vabbe', resta la soddisfazione che qualcuno l'abbia raccolto. Che poi, se hanno già indovinato perché rispondi? stacca il telefono, no? Qualcuno su Feisbùk  mi fa notare che Cipolletta arriva a cesellare addirittura  "una misura che in una qualche misura" e il resto importasega. E' tutto un, come dire?, come dire. A me piace anche scriverlo per inciso, come dire. Penso alla 'O Connor e al linguaggio naturale. Ma se mi stai indicando una ricetta per la crisi economica, una formula che funzioni, che sia, come dire (mo' ci vuole come dire), una terapia, dunque qualcosa di efficace, qualcosa che deve eliminare un problema, cazzo, un problema assai grave, non puoi spiegarti dicendo "in qualche modo". Perché il problema, iocristo, è proprio qual è il modo.


IN QUALCHE MODO – Emergente, anzi emerso. In alcuni intellettuali avalla l'idea che, «in qualche modo», tutto si possa dire e che si possa dire tutto. Che la prigione è l'unico spazio libero che conosciamo. O che il presente è il ricordo del futuro. In qualche modo.

Giuseppe Pontiggia, "Le sabbie immobili"
postato da: fuoridaidenti alle ore 10:21 | link |
categorie: fanculamenti, fumus et fragmenta
martedì, 17 marzo 2009

Se solo ricordassi il nome, l'etichetta

Finì che mi stravaccai sul divano, la bottiglia appujata sullo sgabello Kartell di fianco, quello che pare un'anfora verde acido; insomma, questa bella bottiglia di grappa morbida barricata (non mi si dica nient'altro, non mi si dica la preferisco secca o che è stu barrique o che il barrique nasconde le magagne perché altrimenti obietto che sì, questo accade sovente, ma la grappa in questione, di cui non rammento il nome, questo a causa di quel che poi avvenne e che ancora non ho detto, la grappa summenzionata, stavo dicendo, che poi a me questa parola, intendo menzionare, fa venire a mente minzione, dunque pisciare, un po' come supporre, supposizione, banale, lo so, ma mi riporta a supposta, suppurazione, sicché brufoli schiattati, pedicelli, lo squizzo di grasso e le madonne tra i denti per queste unghie cattive che vanno a spremerti, a strizzarti, schizza dovunque il grasso del brufolo e stai attenta perlamadonna! c'è caso s'azzecca sul colletto della camicia e magari c'è il filetto finale (non ti dico filetto che mi fa pensare), il filetto di sangue che dà quel punto di colore e di 'nguacchio irrimediabile su quella cazzo di camicia, da un lato lo 'nzevato del pedicello, dall'altro il sangue, mi sa che 'sta bottiglia me la finisco e vafangul' ai cinquant'anni.


On Air
postato da: fuoridaidenti alle ore 15:36 | link |
categorie: fumus et fragmenta, truculenze
domenica, 08 marzo 2009

Cornice (Ricami di Colla)



Lara Norscia, nel blog Ricami di Colla, ha pubblicato la sua interpretazione di Cornice.

Nel post con cui presenta il suo lavoro Lara cita uno dei miei libri preferiti.
postato da: fuoridaidenti alle ore 15:39 | link |
categorie: sciapò, e graziassài
venerdì, 06 marzo 2009

Cornice (ad Alessandra, che peraltro non conosco)




E così finalmente siamo on line.
Il merito - come ho già detto - è tutto tuo.
Un ringraziamento va a quelli che mi hanno spedito le cartoline, ovunque si trovino adesso.
Ma voglio dirti due cose, qui, adesso, due cose cui tengo.
Mi hanno commosso quei fili (il colore, il tratto volutamente incerto) con cui hai linkato le cartoline alla bambina (sono radici? ma sì, sono radici).
E mi ha commosso in particolare l'ultima tavola: si porta via, quella bambina,  i  (miei) ricordi come se fossero palloncini e c'è un'ombra tremenda e bella oltre la soglia; infine, la bambina ha il sole negli occhi.
Ogni tavola è in sé una cartolina.
Volevo dirti questo, ringraziarti ancora.
In fondo, ci siamo scritti e illustrati l'un l'altro senza conoscerci affatto, e questo non capita spesso.
Non a me, perlomeno.
E' stato bellissimo.
Grazie, grazie ancora.


M.
postato da: fuoridaidenti alle ore 11:23 | link |
categorie: sciapò