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Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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martedì, 19 dicembre 2006

Alfredo

Alfredo è il nome del mio migliore amico. Oggi è il suo compleanno, ovunque sia. All'epoca ero goffo e lamentoso; e supponente, un ragazzino viziato. Lui si teneva tutto dentro, faceva "shhhh!", inghiottendo il fumo a denti stretti. Alfredo era uno sciupafemmine. Mi soffiò la ragazza, la mia prima. E ci rimasi male. A dirla tutta non era la mia ragazza. Le ronzavo intorno, ci scambiavmo telefonate interminabili la sera. Mi disse che io per lei rappresentavo l'amore platonico, Alfredo quello carnale. Niente, non volevo capire. Sicché ci rimasi assai male quando poi loro si misero insieme. E glielo dissi, a lui, che avrebbe dovuto starle alla larga. Come dire? C'ero prima io, non sono comportamenti d'un amico. Mi seccò. Disse "La scelta spetta a lei. E' così che funziona". Ed è così che crebbi.
Alfredo è l'albero di Natale da vent'anni. Lo compro e lo chiamo col nome del mio amico. Quest'anno solo palle di vetro e luci bianche, qualche disegno di Beatrice, e capelli d'angelo, ma pochi. La notte, come stanotte per esempio, mi piace di rimanerci accanto sveglio. Facesse "shhhh", inghiottendoci al buio a denti stretti.
postato da: fuoridaidenti alle ore 13:30 | link |
categorie: minimal stories

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