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Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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lunedì, 22 gennaio 2007

Eh, la semantica, la polisemia

Il bar è di quelli che vanno adesso, sponsor Martini & Rossi, location seriale, cuscini ovunque, finto rovere, finto wengé, prevalenza di cromature e colori decisi, naturali: ecrù, bianco, marrone, yin e yang. Scorro la lista delle specialità, vorrei qualcosa di non troppo impegnativo. S'è già mangiato bevuto e ribevuto, vorrei qualcosa che faccia digerire. O magari una crema di whisky, farsi due chiacchiere, una roba così. Sta di fatto che mi impunto su una voce: BlowJob. Non è possibile. Rileggo. BlowJob. Ancora. BlowJob. Pompino. Inequivocabile. Bocchino. Gola profonda. Linda Lovelace, pace all'anima sua. Senza considerare gli ingredienti la mente scorre il catalogo di scenari in cui si consumerà il rito della comanda. E ne individua uno, uno soltanto. Verrà una tipa strizzata in un tubino, tacchi vertiginosi, occhi da cerbiatta, voce flautata mi chiederà:
"Cosa desideri?"
Io schiarirò la voce, imposterò il tono più caldo che mi viene, il pomo d'adamo farà su e giù due volte:
"Un blowjob"
"Fammi un blowjob"
"Voglio un blowjob"
"Ehi baby, che ne dici di un blowjob?".
Viene uno Vito Catozzo spiccicato: camicia azzurra, pelàme alla Lucio Dalla, 'na panza prominente e  basettoni alla Basettoni.
"Che prendete?"
"Portami un Fernet Branca. Doppio, mi raccomando"


(Trancio vissuto, bruciato e seppellito. Risorto dopo aver letto questo)

On air US3 Cantaloop (potete ascoltarlo qui)
postato da: fuoridaidenti alle ore 11:07 | link |
categorie: truculenze

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