
Mi bastano e avanzano le dita di una mano per contare le volte che ho incontrato dal vivo
Brunella,
Luca o
Sabrina; con
Flaviano, per dire, non ci siamo mai visti.
Si ha un bel parlare di "
democrazia della rete" ultimamente.
Buràn, nel suo piccolo, ne è un esempio concreto.
Ci si conosce poco, in senso convenzionale intendo, noialtri; eppure è un anno e passa che lavoriamo a questo progetto.
Il numero che esce quest'oggi ha per titolo "
Il Conflitto" ed è ovvio che, guardando ai fatti di Birmania (ma non solo, ché di conflitti purtroppo è intriso il mondo), il tema proposto risulta tristemente d'attualità.
Ma il punto è che qualsiasi cosa, intendo la natura stessa dell'agire, ogni fenomeno fisico, volendo, poggia in un certo senso su un conflitto, uno squilibrio.
Sogni, malattie, la furia creativa dell'arte, padri e figli.
C'è un proverbio taoista che pressappoco dice: "
quando la luna è piena comincia a calare".
La calma, il lemma che battezza questo blog, non è che una dialettica di forze antagoniste in equilibrio.
Perciò mi sento particolarmente legato a questo numero di Buràn.
E mi piace immaginarci tutti in uno stesso paradosso: la redazione, quelli che hanno collaborato, setacciato la rete, tradotto testi, scovato fotografie, quelli citati lì nei credits, gli autori dei racconti, i personaggi descritti, quelli ritratti, noi che leggiamo e a nostra volta siamo letti, siamo, d'altro, divoratori e divorati.