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Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente.

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lunedì, 12 novembre 2007

Non solo il tempo, io dico tutto sé misura

Ho un amico che recentemente s'è fatto un viaggio nel week-end. E' andato su a Firenze per incontrare una donna con cui da qualche tempo tesse una complicata relazione virtuale. Ha speso 400 euro d'albergo per due pernottamenti, 140 d'eurostar, 250 per un paio di cene e non l'ha neanche scopata. Tirando le somme fanno 790 euro: niente male. Ovvio che su di lui se ne è dette e sentite d'ogni sorta: che era meglio se si cercava una puttana qualunque, una mulatta, una nera, un transessuale, una situazione che "magari io potessi!", se la scopasse lì a cane in una stanza, senza fa' tutte 'ste manfrine, treni, alberghi, cene, un pomeriggio di sesso e vai, festa finita. Io lo capisco invece, e non perché è mio amico. Penso che ha avuto in fondo il suo bel viaggio: s'è arrovellato di dubbi prima di partire, l'organizzazione, la scelta della tratta, l'albergo, orari, luoghi, percorsi da coprire, cosa ordinare per cena, cosa indossare, il taglio di capelli, prendere taxi o metro, la solitudine nello scompartimento, nella stanza d'albergo, avrà letto qualche pagina da un libro e che accidenti di libro portarsi in questo viaggio? avrà fatto telefonate, cercato coperture, che non s'accorgesse di niente, per carità! sua madre o la sua amante o qualcuno dell'ufficio, s'è inventato un congresso, un corso d'aggiornamento, mucchi di cazzate.
Insomma, ha avuto ciò che a una mente pragmatica appare come lo scarto, l'ineludibile contropartita di fastidi e insidie varie disseminate come mine da schivare. E non l'ha neanche scopata.
Concludere, sinonimo di concretizzare, realizzare, contiene in sé già il senso della fine.
Chiudere con. Terminare. Stop.
Ho amanti d'ogni tipo, razza, età. Ne ho con gli occhi dai colori indefinibili e tremendi: grasse, magre, alte, basse, brutte, bellissime, con i capelli lunghi, lisci, corti, mossi, ricci, ne ho che accettano questo stato di cose con leggerezza, che pretendono relazioni esclusive o in condominio, che ignorano perfino d'essermi amanti. Non lo sanno, non lo sapranno mai, voi dite che è importante?
Una di loro ha meno della metà dei miei anni. Mi ha cercato dopo aver letto un pezzo scritto qui un anno fa. Ora non voglio stare a raccontare cosa ci lega, se ci lega qualcosa e quanto, ma c'è un punto inesistente in cui io, vecchio, sono quello che sono sempre stato e in quanto tale, per via di un paradosso che funziona, (di cui so niente, so che funziona in questo modo strambo) la vecchia che è dentro lei può trovare senz'altro un interlocutore con cui ragionare, con cui intendersi bene. Lei nella vita ha due mandorle al posto degli occhi e poi la curva delle sopracciglia mi ricorda Lana Turner. Avrà di certo seni di pietra e gambe lunghe e cosa deve essere, ci penso, non dovrei? quella sua fica che non ha conosciuto lo strazio del parto. Sarebbe bello affondarci, perdercisi a sfinimento e vaffanculo. Però c'è un tempo strano, di me che le mando Ripples o Carpet Crowlers oppure, se mi gira, Ravel, le Mule Variations, lei rilancia con Chiara Civello, Diana Kroll, Carla Bruni perfino, a volte i Sigur Ros, i Radiohead, Brian Eno. C'è un tempo terreno giovane vecchio nero bianco storpio, sé nega figlia figlio me stesso madre padre.
postato da: fuoridaidenti alle ore 11:30 | link |
categorie: fumus et fragmenta

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