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Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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lunedì, 10 dicembre 2007

Ma per chi cazzo suona 'sta campana?

Nessun uomo è un'isola, dice. Che stronzata. Avesse premesso quasi e si salvava in corner. Con quel tono apodittico cosa può mai meritarsi eh? Nessun uomo è un'isola. Forse una volta. Io più invecchio più m'accorgo d'esserlo stato da sempre, e peggiorare. Spiaggio, wegenerianamente, nel mio piccolo, è inteso, sono un intrico fitto di suppurazioni e faglie, pure in faccia, ve', 'sta bolla, 'sta sfebbriciata d'herpes, l'isola, seh seh, tritumi di brecce, conglomerati incoerenti, emersi immersi a seconda dei gonfiori del mantello (sub-litosfera tutt'attuorn'a nuje), brode in subbuglio, scogli ferdinandei, lo scorreggiante itinerare degli eventi. Ade' paio (sembro) piccato e invece niente affatto. Sto solamente appennicato tra le coltri, al mezzo buio, ancora miez' e miez' e tra un po' m'alzo, sì, e mi preparo una tazzulella di cafè. Nessun uomo è un'isola. Autorevole stronzata. Bisognerebbe limitarsi all'apparente oggettività delle cose. Per dire, costui/costei puzza, decisamente, sento il tipico afrore che risulta da quel bel ribollire iperattivo di ghiandole sudorifere (fero fers tuli latum ferre) o sudorpipare (pare, o è). Afrore ascellare (non so i piedi, per dire, c'è caso pure quelli). Bisognerebbe limitarsi a questo. Nemmeno. Bisognerebbe non dirlo nemmeno.
postato da: fuoridaidenti alle ore 12:03 | link |
categorie: fumus et fragmenta

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