
Riciclo - e sono tempi, questi, che è cosa buona il riciclo - le parole con cui presentai il numero 3 di Buràn. Rileggendole per caso, stavo ordinando i miei post a seconda del tema ed ecco, all'etichetta Buràn, gli occhi mi cadono su queste righe,
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...E mi piace immaginarci tutti in uno stesso paradosso: la redazione, quelli che hanno collaborato, setacciato la rete, tradotto testi, scovato fotografie, quelli citati lì nei credits, gli autori dei racconti, i personaggi descritti, quelli ritratti, noi che leggiamo e a nostra volta siamo letti, siamo, d'altro, divoratori e divorati."
Divoratori e divorati, ho pensato, è un'ottima metafora in generale. Ottima, cioè, in ogni circostanza. Ci sono dei racconti - non dirò quali, non posso, per ovvie ragioni - un paio di personaggi in questo numero di Buràn che, ecco, sinceramente, poche altre volte m'è capitato di provare così forte il desiderio di averli voluti conoscere, incrociare per davvero.
Buona lettura.