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Blogger: fuoridaidenti
Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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giovedì, 23 giugno 2005

Cablaggi (3)

L'albergo lo conoscevo, non mi si chieda perchè e percome; quando arrivo al bureau mi faccio annunciare così come da accordi precedentemente intercorsi. Mi s'indica con sussieguo un quadrilatero di sedute che guadagno. Decido di porgere le mie tigliose chiappe su un divanetto avorio capitonné che sprofonda all'intrasatta con un fischio sottile, morbido e prolungato emulando pertanto, mi sovviene, la poltrona di Fracchia o Fantozzi.
Sicchè chiedo a me stesso medesimo, nel mentre che di reni e gambe lavoro alacremente quanto abbisogna al ripristino d'una sobria verticalità, se il progettista di siffatta meraviglia v'abbia mai posto le sue chiappe, tigliose o boffici che fossero, augurandogli nel contempo un accidente. Poi passo a considerare, rinfrancato, se il completo di lino irlandese a tre bottoni in cui m'impinguino non sia forse un po' troppo impegnativo per l'occàso. Massì, ma che cce frega, fàmo gli splendidi va'!. Dopo aver riportato dunque il fil di schiena a ortogonare il piano, pressappoco, su cui i miei piedi borotalcati preventivamente e poi vieppiù infantasminati nelle scarpe di cuoio inglese fanno solida presa, un gàrrulo zoccolare sbottante all'apertura delle porte ascensoriali in qualche modo mi striscia a mo' di velina la notizia che l'attesa parrebbe giunta a compimento. Chincaglierando di collane e di ferraglia varia la vedo infatti incedere trionfale come s'un manto d'ova sbilenche, oblunghe, fragili e traballanti. Rimpannucciata in seta o rayon, non so bene che non me n'intendo, quel che rammento è il fucsia riverberar virando su toni più chiari e scuri che a onor del vero ben s'intona alla nuvolaglia rosata che il ruvido intonaco adorna e soffonde in sottofondo a questa sala. Che è niente male, niente male affatto. (la sala intendo, malpensanti).
"Ciaaaao! Sei arrivato! C'ho 'na fame! E Tu?"
"Io... be'... un po'"
"'Nnamo va' che mo' arivano gli altri. Intanto ci pigliamo un prosecchino"
La tavola riservata ha sei coperti (voi pensavate a un "tete a tete" e invece nisba, lubrici e pervertiti).
Menù standard a base cioccolatosa, ergo ChocoMenù che vado a enumerare.
- Crespelle di Cacao con Mousse di Caprino e Olive
- Tagliatelle Nere ai Funghi Porcini e Filetti di Pomodoro
- Petto d'Anatra in Dolce Forte, Sformato di Spinaci all'Agro
- Torta Eurochocolate.
Vini consigliati : Bonarda giovane, Rosso di Montefalco, Ala Amarascato o Barolo Chinato.
"Allora, semo riusciti a chiudello 'sto lavoro. Nun ne potevo più, davéro. Tutti a dì: je la fàmo, nun je la fàmo... alla fine je l'avemo fatta. Così mo' se ne potemo annà pure in ferie no? Tu 'ndo vai?"
(sfavillare di denti sbiancati e pietre dure. La sua collana uno, due, quattro giri quelli che conto, forse rame od ottone e pietre che innervi dunque l'alma gipsy ch'è trendy assai quest'anno)
"Mi è saltata una settimana a Maggio in Egitto. Ora vado due settimane a Napoli a luglio. Poi a Settembre in Portogallo"
"A Napoli? Ma ci so' pur'io a Lujio! E che zona di Napoli?"
"Vomero"
"Vomero? Dove c'è San Martino? 'A conosco. Magari 'na sera s'annamo a bere 'na cosa, che dici?"
"Ehm... sì, perchè no?"
"Ma quanno arrivano questi? Io c'ho na fame!"
Arrivano.
Quello brizzolato con un mare di capelli tagliati a spazzola,
quello secco con pochi capelli lunghi e cotonati,
quello coi baffi che assomiglia a Mario (o Pippo?) Santonastaso,
quello con le sopracciglie folte e senza alcuna soluzione di continuità.
Ciao ciao ciao ciao ciao. Sediamo, lei alla mia sinistra.
Si propende per un Rosso di Montefalco (Rocca di Fabbri).

segue

postato da: fuoridaidenti alle ore 09:38 | link |
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