Distese sui lettini, in prima fila, madre, figlia prima et secunda, ipod, paraocchi e tette al vento (la madre non le ha rifatte, complimenti vivissimi signora, si sa, le botti piccole, come si dice, m'ha capito) s'imbevono di luce. La loro è adamantina dedizione, lucida certo e forse un poco viscida ed untuosa per via delle creme, ma è senza dubbio assai radioso questo intridersi loro d'assoluto senza discriminare l'infrarosso. Io me ne sto all'ombra d'un separè in fibra di cocco, la testa imprigionando nel collo d'una maglietta grigia che mi ributto infine sulle spalle a mo' di beduino. Mi smozzico a fatica e senza voglia un raccontino di Theophile Gautier il cui titolo è già tutto un programma: "Jettatura". Sullo sfondo, sfilacciamenti bianchi di spume, panze più o meno gonfie e tracimanti, accaniti studiosi florofaunistici del reef, fighe su zeppe a traballare allegre, ingioiellate, ridenti, ipertruccate, s'accompagnano a cinquantenni che manca (oh, sì, se manca!) soltanto il "Billionaire".
"Questa mi sa che se l'è carreggiata dal raccordo, prima di svoltare per Fiumicino. He he he".
Sotto a 'sto schioppo di sole, è quanto dire.
"Mamma, mi sposti per favore il lettino un po' più al sole? Ho messo la crema e non posso scendere"
"Ah, ma sei proprio viziata figlia mia!"
"Fiore, tesoro, chiudi la borsetta che te la porta via il vento"
Le voci, l'enfasi, l'inflessione e il timbro rimandano senza tentennamento alcuno a tale Anna Moroni ("La prova del cuoco", Rai1, ore 12 circa). Fiore è secca secca. Le sue tettine, in sezione, sembrano due ami da pesca senza ardiglione. Le si contano le vertebre quando si volta a pancia sotto. Ha un broncio d'indolenza capricciosa perennemente appeso ad un profilo francese ch'è un bijoux. Ricci rossastri sono tenuti a bada a malapena da un fazzoletto arancio. Legge la Yoshimoto (uno a caso, che tanto fa lo stesso). Il terzetto ha attirato l'interesse della truppa perchè non caga di striscio niente e nessuno. Nessuno al buffet, nessuno sulla spiaggia, nessun animatore (per quanto un paio di questi, due pischelli, vengono ancora a provarci). Solo il massaggiatore, un ceffaccio inquietante e nerboruto, se le smantrugia una via l'altra every day. Ci si chiede se stipularono convenzioni, se mai negoziarono per il quantum. Chi lo sa. Il mio amico mi dice:
"Sono le tipiche borgatare".
"Macché! Saranno parioline, tuttalpiù ti concedo di Prati".
La prima cosa che ho chiesto ad Abdul (e mi parevo Holden e le anatre d'inverno) è stata:
"Ma cosa fanno i pesci balestra?".
"Niente. Se tu passare e non fermarti, loro non fare niente. Solo barracuda più periculoso".
E pensa, Abdul, così, di tranquillarmi. Invece a me, che prima di partire avevo letto in un forum un monito inquietante ("Bellissima la barriera, piena di pesci. Molti balestra, però. Occhio a non fermarcisi sopra a lungo") il ribadire questo concetto di non_fanno_niente_purchè_non_ti_ci_fermi coniugandolo ad un'arma micidiale come la balestra non mi sconfinfera poi molto.
Che farà mai 'sto pesce balestra, niente niente tirasse frecce avvelenate?
Attraverso una crisi profonda come le acque in cui spadroneggiavo fino a ier l'altro. Sputacchio qualche parola, me la rileggo, mi dico "tutte cazzate, tutte cazzate". Mi è più congeniale il chiacchiericcio e la lettura.
Ad onta d'equivoci
unto d'eque voci
entro ubique fauci
l'estro. Dubito. Che farci?
Altri habitat da darci
altro halibut da darsi
oltre Lilliputh dorarsi
altri lapilli sparsi
otri ampollosi riarsi
Tutte cazzate, tutte cazzate.
Ah. Il pesce balestra che ho visto l'altro ieri s'è acquattato di sguincio all'ingresso di una tana. La pozza era profonda un metro e mezzo scarso, non di più, sul reef. Ho richiamato un ragazzo e una ragazza che, come me, vagavano lì nei pressi. Ci siamo dunque avvicinati tutti e tre fino all'imbocco dell'entrata. Il pesce era lì, immobile, ci guardava. Una bestia di 50 centimetri almeno, un bellissimo esemplare. Blu, quasi si faceva toccare. Poi mi sono accorto che nella tana c'era anche un altro pesce, tutto puntellato e di colore chiaro, grossomodo della stessa taglia. Siamo stati qualche minuto così, noi tre e i pesci, a studiarci l'un l'altro. Poi siamo andati via ed è finita lì. Io i dentini del balestra li avevo visti, e qualcosa mi diceva "e... se dovesse mordere?". Poi oggi ho fatto una ricerchina su internèt e ho visto questo.