L'abbraccio dell'acqua mi accoglie rauco e macilento di catarro e d'influenza. Vorrei un microiPod impermeabile da infilare sotto la cuffia di silicone. Metterei le palette alle mani ed il pull-boy tra le gambe e poi nuoterei e nuoterei fino a non sentire più niente. E ci metterei, dentro a quell'iPod, certamente Ruby's Arms*, un bel po' di cool jazz, qualche sarabanda di Bach e come ciliegina finale quella canzone di Imogen Heap** che da quando l'ho scaricata l'avrò sentita almeno un fantastiliardo di volte. La prospettiva, al di là della vetrata, è particolarmente gradevole. Il parco, sullo sfondo, è inondato da un bel sole caldo. C'è poco da dire "Sarebbe meglio che a ottobre facesse più freddo" o "Dove finiremo mai di questo passo"; 'sto sole persistente mette proprio allegria. Io poi mi ricordo che quando avevamo la casa a Massalubrense i bagni li facevo tranquillamente tutti i fine settimana, addirittura fino ai Morti di Novembre. Magari da ragazzi uno 'ste cose le fa un po' più, come dire? spensieratamente, ma comunque se il tempo non t'assisteva non le facevi manco allora no? Be', dicevo, l'abbraccio dell'acqua su un me stesso rauco e catarroso ed anche leggermente incriccato con la schiena stamattina. Bon, anche senza iPod io un po' di cose me le sono cantate dentro uguale e intanto nuotavo. Non c'era nessuno nella mia corsia, l'acqua era calda, non so quanto ho nuotato, ho perso il conto, certamente non meno di due o tre chilometri, sciaff sciaff piano piano con le palette alle mani ed il pull-boy tra le gambe...
Ed è stato come se ti avessi accarezzato tutto il tempo.
Credits
* Apocrifo
**CrisalideInversa