-L'imprevedibile deriva spiritistica presa verso i tre quarti del romanzo (chissà perché ho pensato ad Henry James).
-Il termine
laticlavio-
Vivis rosa grata et grata sepulcris
-Il senso di appartenere ad una generazione che si estinguerà per consunzione. Come se la successiva dovesse necessariamente rappresentare una sorta di salto quantico.
- Io ho l'impressione - soggiunse - che tutti i cavalli, più o meno, siano pazzi. Non so guardarli negli occhi senza sentirmi scosso. Ci sono uomini indemoniati, ispirati, no? Dei cavalli direi che sono inumanati, che hanno un'anima umana chiusa e prigioniera, no?
- Le bestie soffrono di non essere uomini. L'uomo soffre di non essere Dio.
"
I vivi e i morti" di G.A.Borgese, 1924.
Di quest'autore dimenticato ne avevo scritto
qui