Lo sguardo vetroso del protagonista (stavo per dire ialino, sono i retaggi degli studi geologici di gioventù) è pressocché lo stesso spiccicato in ogni inquadratura del film. Solo ad un certo punto, dopo che a mani nude lui sistema un paio di tizi (e s'inzacchera di sangue e d'altri vischiumi bollosi), ho recepito un non so che che m'ha evocato una precisa caratteristica dei blues (lo dico per alzare il tono del post, è chiaro). E cioè scivolare (come lama nel burro, senza scosse) da una tonalità maggiore a una minore. Sembra cosa di poco, un mezzo tono che si sposta. Eppure ha il misterioso potere di traghettare attraverso contesti lontani anni luce. Nel film, la merluzzesca fissita d'uno sguardo, in quella scena, opera questo scarto, questo jump abissale; e, da allocco, da omino buono, tutto casa e famiglia, lo guardi adesso... e vedi lo psicopatico. E ti chiedi quando e come s'è realizzato il mutamento, questo switch (magari manco esiste, magari è un bel trip mentale di chi scrive).
Per il resto è assodato: "A history of violence", diretto da David Cronenberg, è una gran cazzata di film.
Nondimeno una gran cazzata è "L'ultimo amico", romanzullo da quattro soldi di Tahar Ben Jalloun. E' la classica storiellina strappalacrime incentrata sulle vicende di due amici, che la vita allontana uno dall'altro: il primo resta in Marocco, il secondo finisce in Norvegia. S'ammalerà di cancro e - manco fossimo in un racconto di De Amicis - taglierà i ponti con tutto e tutti, scegliendo di morire in solitudine. Ma c'è una lettera postuma, per fortuna, che spiega al superstite le ragioni della rottura. Una cazzata totale; le donne ne escono con le ossa rotte. Buchi da penetrare finché imberbi i nostri eroi, santippe atrabiliari una volta impalmate. E questo signore sarebbe l'intellettuale che scrisse il bestseller "Il razzismo spiegato a mia figlia". Ma va a cagare, va!
Edoardo Scarfoglio fu giornalista e scrittore. Tra i libri di mio nonno ho trovato questo libello intitolato "Il popolo dei cinque pasti". Si tratta di un discorso tagliente, elegante, guascone ed ironico, che Scarfoglio scrisse in occasione d'un immaginario brindisi da celebrare alla salute di Mr.Asquith, un politico inglese. Ora dovete tener presente che io e la storia siamo sempre stati come il diavolo e l'acqua santa. In quinto ginnasio fui rimandato in storia. Storia e basta. Per essere rimandati in storia, voi mi capite, vuol dire che proprio... niente eh! Sicché non mi si chieda di Mr.Asquith (chi fosse, che accidenti volesse). Scarfoglio gli vomita addosso, con una prosa che è un crescendo di barocchismi sopraffini, le ragioni oggettive della perfidia albionica, che in carne di macello tutti i popoli ridusse. In Africa, in America, in Oriente. Depredandoli delle ricchezze del suolo e della terra, col pretesto delle ingiustizie e le barbarie. Esportò, dunque, il giusto way of life. Popoli dei cinque pasti voi inglesi, volete che noialtri vi s'aiuti nella difesa del suol natìo? Proprio noi, che a stento raccapezziamo un pranzullo, uno solo, striminzito? Ecco quello che un libro deve darmi. A un secolo di distanza, è un sollucchero rugiadoso, nu babà.
E - per inciso - siamo a ventidue.