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Blogger: fuoridaidenti
Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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mercoledì, 18 ottobre 2006

Sette peccati sette (che non fanno però per uno)

Lei mi ha tentato, dunque non potevo esimermi, ma confesso che ci ho pensato a lungo. Ero partito immaginando situazioni che definissero in qualche modo le locations in cui bruciare i sette peccati capitali. Sta di fatto che -peccato- concettualmente, è una faccenda a mio avviso seria assai. E sfuggevole, aleatoria, del tutto arbitraria, individuale. Insomma, una questione di coscienza. Caspita! Mi pare questo un approccio che denota una sorta di mistico laicismo (o laico misticismo, fa lo stesso). Mi sono chiesto, ad esempio, riguardo alla lussuria (sempre lei mi ha dipinto con un che di sulfureo), perché dovrei sentirmi mai colpevole di godere delle delizie dell'alcova. O (se mi concedete, come dire, un'estensione generosa alle bibenda) cosa c'è di peccaminoso nella gola. E nell'invidia? Che c'è di male, dico, a provare incarognimento nei confronti di chi è (o ha) molto, troppo di più (quando versiamo in uno stato di meno)? E infine -mi riferisco all'avarizia- non rappresenta questa in fin dei conti il riflesso d'un bisogno estremo d'affetto, una sorta di possesso sublimato? Oltretutto la si sconta, l'avarizia, a caro prezzo (ossimoricamente, come si addice alle vere espiazioni): stipsi, alitosi e a lungo andare pure il rischio del fardello d'un pacco emorroidario. E l'ira? Non subiamo continuamonte vessazioni e coercizioni fastidiose più o meno striscianti e logoranti? Alla fin fine se potessimo massacrarli tutti quanti... (trovatevi un po' bell'e imbottigliati in mezzo al traffico dell'ardeatina o sul raccordo, fatevi una bella fila alla posta o allo sportello del cittadino, tanto per dire) Che c'è rimasto? La superbia? Ha forse il diritto di ambire al nostro livello 'sta ruzzamaglia intorpidita e bovina che fagocita soap opera e reality a tutto spiano? Ma fatemi il piacere, non diciamo corbellerie. E poi non fu proprio il divino che disse "non ti curar di lor, ma guarda e passa"? Non è questa un'istigazione alla superbia? Vedo che in fondo è rimasta sola l'accidia. Non ho parole, e tantomeno le cerco (me l'impone un bagliore di me stesso dai toni assai accidiosi e impenitenti). Il peccato, intendo dire quello vero, ha a che vedere con qualcosa di slabbrato. Con un dopo da cui non c'è più ritorno. L'unico peccato, voglio dire, è il fottuto destino stesso della carne.

P.S.
Brioscina cara, sempre per via di quei barbagli d'accidia, la palla non la passo a nessun altro.

postato da: fuoridaidenti alle ore 14:17 | link |
categorie: fumus et fragmenta

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