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Blogger: fuoridaidenti
Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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martedì, 18 marzo 2008

Peppe e il Nintendo

C'era una volta Peppe, aveva 8 anni e babbo natale gli regalò il nintendo ds peppe il 1° giorno che ci giocò disse
" Cretino perché mi hai fatto perdere e tonto "
il suo babbo gli disse
" Hai mai visto una macchina che butta giù una persona questa è una macchina sei tu che guidi male! "
Peppe disse
" No non l'o mai vista"
e allora smise
postato da: fuoridaidenti alle ore 21:16 | link |
categorie: filialia
giovedì, 28 febbraio 2008

La sorpresa della bambina (Piccole Fiabe)

C'era una volta una signora in cinta che quando gli nasse la bambina fu felicissima (Evviva!! Evviva!!).
Passarono diversi anni la bambina diventò grande aveva 12 anni ed ancora non aveva aperto le finestre.
Il giorno dopo la bambina aprì la finestra e scoprì che non c'éra così tanta luce come pensava ma c'éra uno splendido campo di fiori.


(i disegni. non lo so)
postato da: fuoridaidenti alle ore 22:57 | link |
categorie: filialia
lunedì, 21 gennaio 2008

Angst (Tweetie, nel dormiveglia)

"Tweetie!" C'era stato un corridoio, una porta a vetri, un ascensore al piano. Siamo entrati, poi però non mi fidavo. Hai visto mai? un ascensore piccino, in due a stento si stava e se si blocca? Nessuno in giro, nessuna voce, niente. Scale e rivestimenti a mezza altezza in marmo bianco. Tutto pulito, un sentore di cloro. Siamo usciti dunque dall'ascensore e abbiamo preso le scale. Ottavo piano, è da lì che venivamo? Non lo so più. Scale, allora, e corridoi su corridoi.
"Tweetie!" La mano (paffuta, piccola, sudaticcia) "Non temere" (lo penso, non lo dico). Passi, scarpette di vernice (E' possibile? quelle d'un tempo, quelle con gli occhi, è possibile?), un cappottino celeste. C'è gente adesso, movimento, una porta bianca (mi dà l'idea riporti indietro), un'altra a vetri che dà su di un giardino; in mezzo c'è una guardia.
"Tweetie!" Non ci considera, 'sto stronzo pezzo di merda. Dal giardino un'infermiera bussa ai vetri. La guardia sorride, fa scattare l'apertura. La donna entra, noi proviamo ad uscire da lì. 
"No, signore, questa è un'uscita riservata!"
"Tweetie!" "Non temere" (lo penso, non lo dico), abbozzo solo un sorriso. Corridoi ancora, e scale e passi e la vernice lucente delle scarpette (l'angoscia, dentro, proporzionale alla fiducia nella sua mano. E' dunque questo il peso della mie responsabilità?)
"Tweetie!" Tutto ti compro: una bambola, un vestito da principessa, giuro e m'inghiotto il cuore dio accidenti. Finiamo in un'enorme stanza colma di gente. Palmizi, felci, file di persone che comprano, vendono frutta. Un mercato, un enorme mercato al chiuso. Lo attraversiamo. Il pavimento è sterrato e c'è odore di verdure. Un portale di legno. Siamo fuori. La strada, blocchi di basalto a spina di pesce, ripida scende, due curve a gomito e non c'è marciapiede. E' stretta che non c'è spazio per vetture e pedoni: o le une o gli altri. Immagino uno slargo laggiù in fondo, finalmente. Un muro la costeggia. Montiamo su come fosse un gioco e non ci penso che la strada corre in discesa e il muro in piano.
postato da: fuoridaidenti alle ore 09:34 | link |
categorie: fumus et fragmenta, filialia
martedì, 25 dicembre 2007

Natale è una questione di prammatica

25 12 2007
Sono riuscita ad acquistare il nintendo DS e la bicicletta ma Babbo Natale mi ha portato più robe.
Però Babbo Natale è venuto a mezza notte ed parlava italiano.
Aveva la barba finta e non credo che era il Babbo Natale vero perche poi parlava italiano ma la roba me la portata e questo è quello che conta.
postato da: fuoridaidenti alle ore 16:48 | link |
categorie: filialia
sabato, 08 dicembre 2007

Il fatto è che m'ha sgamato

L'ultima volta fu a causa di un sasso. E' che in queste case antiche i muri riservano sempre qualche sorpresa. Scegliemmo d'intonacarli grezzi apposta. Una sorta di frattazzo e poi la velatura paglierina data a spugna. Nasconde le irregolarità. I muri. Questi non sono muri tirati su a foratini, quelle tamponature lisce, tutte uguali e precise, no. Qui in mezzo c'è di tutto: cemento grasso e renoso, sassi, arenarie, gesso, mattoni pieni, ricicli di pianelle. L'ultima volta fu a causa di un sasso. Si trattava di montare una libreria. Una fottuta, stranissima libreria. In pratica era una lamina plastica flessibile, robusta, e con un tot di divisori ogni trenta centimetri. Bookworm, che sarebbe "verme di libri". Ero felice di montarla 'sta libreria. M'armo di trapano, martello, avvitatore, dima in cartone ed ovviamente scalandrino. Fu sull'ultimo di quei setti di separazione, l'ultimo buco e la punta mi si spezza. C'era un bel sasso nel muro. Calcare tosto, presumo. Non vi dico come la presi, la voragine che venne fuori, il danno, chiama il muratore, l'imbianchino. Capirete tra un po'. Insomma ho questo televisore lcd da 15 pollici in camera da letto. Io non la vedo mai la tele, mai. Però ce l'ho, fu un regalo e non mi serve, mi dà noia finanche la lucetta di standby (peraltro mi spiegassero perché non c'è altro modo di spengerla, 'sta tele, se non staccando la presa di corrente. Non c'è). E allora faccio alla bimba - che intanto compita nel quadernino le parole con "Gu" a sinistra mentre a destra quelle con "Qu" - dopo papà te lo monta sul muro. Qui. Prende il trapano e zzzzzzzz! zzzzzz! te lo monta. Così, quando viene qualcuna delle amichette vi guardate buone buone Ratatouille, Shrek, quello che vi pare. Annuisce, non sembra particolarmente compiaciuta. 'Sti ragazzini, penso, t'immagini ai nostri tempi se ci mettevano la tele in camera, seh seh. Dico ma allora non ti fa piacere? Se non ti fa piacere la regalo allo zio. No, no, papà, la piccina dal basso in alto implorante, sono contenta, basta che per montarla non bestemmi.
postato da: fuoridaidenti alle ore 14:57 | link |
categorie: filialia
martedì, 20 novembre 2007

La pappa dolce


La pappa dolce
C'era una volta una fanciulla povera e molto buona che viveva sola con sua madre e non avevano più nulla da mangiare. Allora la fanciulla andò nel bosco e incontrò una vecchia che conoscendo la sua materia le regalò un pentolino. Doveva dirgli "Fa' la pappa, pentolino!" e il pentolino cuoceva una pappa dolce di miglio molto buona e se diceva "Fermati, pentolino!" il pentolino smetteva di fare la pappa. La fanciulla lo portò a sua madre. Ora fame e miseria erano finite e adesso mangiavano pappa dolce ogni volta che volevano. Un giorno che la fanciulla era uscita la madre disse "Fa' la pappa, pentolino!". Il pentolino fa la pappa ed ella mangia a sazietà. Ora la donna vuole che il pentolino la smetta, ma non sa la parola magica e così quello continua a fare la pappa. Poi rivà dalla vecchia e la vecchia gli dice la parola magica.
postato da: fuoridaidenti alle ore 21:00 | link |
categorie: filialia
lunedì, 12 novembre 2007

La storia del ghiro e l'alveare



La storia del ghiro e l'alveare

Il ghiro dorme invece l'alveare mai cioè no.
L'alveare dà pizzico il ghiro però dà morso.
All'alveare bisogna stargli lontani.
postato da: fuoridaidenti alle ore 20:23 | link |
categorie: filialia
venerdì, 09 novembre 2007

La raccolta dei funghi



La raccolta dei funghi.
Non si sa i funghi potrebbero essere velenosi è difficile riconoscerli perché sono simili

Nella nuvoletta (oh oh, è velenoso! bleah, non si può mangiare)
postato da: fuoridaidenti alle ore 21:39 | link |
categorie: filialia