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Blogger: fuoridaidenti
Una cascata d'armonici. E poi lo sfregamento dei polpastrelli sulle corde. E i bassi, naturalmente. Non fumo. E' una posa.

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sabato, 17 giugno 2006

La possibilità esistenziale della scaglia

La trovate qui
postato da: fuoridaidenti alle ore 09:10 | link |
categorie: melogriflessioni
martedì, 09 maggio 2006

Convergenze Oratoriali

Ho scritto un pezzullo qui. Se non siete ancora dei melògmani potreste sempre diventarlo.
postato da: fuoridaidenti alle ore 20:39 | link |
categorie: melogriflessioni
giovedì, 20 aprile 2006

Qual è Fiction? Qual è Reality?

Io Ridge lo ricordavo corvino, mascelluto e con la frangia che gli lambiva i sopraccigli a tal punto che eri legittimato a nutrire più d'un dubbio sul grado di sfrontatezza del soggetto. E Stephanie? Una signora bionda un po' in carne. E Taylor? Una bambola. Oggi Ridge l'ho rivisto incanutito e con la fronte scoperta, Stephanie ammantata d'una nivea pettinatura, Taylor plastificata come "altro da quella Taylor". E allora, intanto che tra i rebbi tre o quattro gnocchi al sugo m'infilzavo, m'è parso così concreto il paradosso per cui la fiction, che è finzione per l'appunto, a distanza di maratona non può che tracimare giuocoforza nella realtà concreta, fatta di carni vizze e rughe e di miopìe che esondano. Realtà. Molto, molto di più di quei reality che invece, ad onta d'una radice etimologica, non possedendo alcun canovaccio che tenga, possono tuttalpiù aspirare ad un anello, due forse, di pista. Per giunta senza ostacoli. Il discrimine, il vero discrimine tra fiction e realtà, è nella capacità di tenere alla lunga. Indipendentemente dalla storia, vera o presunta, che si racconta.
postato da: fuoridaidenti alle ore 16:58 | link |
categorie: melogriflessioni
lunedì, 17 aprile 2006

Quel che manco il polimero poté

fu restaurare quello stacco iniziale (invero assai impietoso). Avete presente, no? Il palmo a quarantacinque gradi, là sul pavimento, quell'area neutra che già mira le terga, laddove se fosse opposto a dove trovasi sarebbe punto ideale per l'impatto tra il budello incordato e la palla a disegnare pregevolissimi top-spin. Dicevo, manco il polimerò poté, e Raffa ed EnzoPaolo, intanto che il Sorcino implorava risposte a quel dilemma, "Lui chi è?", dovettero anelare a una regia un po' compiacente, ad un piano americano voglio dire. Che mai compiacque (fu intenzionale? fu impietosa negligenza?). E dunque tutti osservammo, ad onta del tricobiondume sfavillante, che ruggine trovavasi trentacinque anni dopo dentro il gesto che, una volta elasticando, ricordavamo incipitare quel refrain. E la salita, "Ahùm! Tuca tuca tùuca... Ahùm! L'ho inventato ìiio ", felpata un tempo, incedere felino, grondava adesso di sudore da climbér.
postato da: fuoridaidenti alle ore 10:05 | link |
categorie: melogriflessioni