La ragazza che fa le pulizie in ufficio cova qualche tormento.
Un lato della bocca - il destro, per la precisione - è tirato che strappa.
Tiene lo sguardo basso e non dà confidenza, non saluta, fa il suo lavoro in silenzio, svuota i secchi, dà il panno e lo straccio per terra e passa appresso.
Si dirà che c'è poco da dare confidenza, farà certo dei turni assurdi e il suo è un duro lavoro.
Certamente.
Tuttavia.
Quel lato della bocca tirato che strappa.
L'altra sera ho visto un film intitolato
Monster, con
Charlize Theron nei panni di una serial killer.
Il film fu girato nel 2003 e la Theron ingrassò una cifra per poterlo interpretare.
C'è una sequenza dove lei è al bagno che si lava.
Si vedono i segni della cellulite sui fianchi e sulle cosce, i seni ingrossati, la pancia gonfia.
Si ridusse uno sfascio, si sottopose ad ore ed ore di trucco per abbrutirsi.
Mi ha colpito l'espressione della bocca; tutt'altra rispetto a quella dello spot della Breil.
Il labbro superiore è come gonfio, tumefatto, gli angoli sono tirati verso il basso.
Pare sempre sul punto di piangere.
In genere, quando la ragazza delle pulizie arriva, io mi eclisso.
Trovo una scusa qualunque, alla peggio vado alla macchinetta del caffè.
Per quanto possa avere da fare - ed è un periodo, questo, che ho da fare - mi inonda un senso di disagio imbarazzante verso di lei.
Perché ha di meno.
Certamente che ha di meno.
Non è che io me la passi benissimo, sia chiaro.
Ho un lavoro, come suol dirsi, del tutto
normale.
Mi occupo di software e di bilanci.
Ma quando penso che quel che tratto è stato un magma, un magma, a monte, di traffici brulicanti di vita e che splendori, miserie, drammi e gioie oggettive sono adesso ripartizioni, entrate, uscite, consuntivi; che tutto è stato completamente spersonalizzato, splendidamente vuotato del suo senso originario; che qualcuno a valle impugnerà queste cifre, questi prospetti, orienterà scelte e a loro volta queste scelte rimescoleranno le cose fino al prossimo giro; quando penso a tutto questo, dicevo, mi inonda un senso di disagio e di imbarazzo.
La ragazza delle pulizie mi svuota il secchio.
Le chiedo se desidera un caffè.
Sembra come riscuotersi da un sonno.
Ne ho proprio bisogno, dice, grazie.
Sorride.
Ha una bella dentatura..
La lascio che se lo sorbisce in pace, mi allontano con una scusa.
Nel pomeriggio ho un breve dialogo con E.
Mi ha fatto piacere risentirla dopo tanto.
E: Potrei raccontare io quanto sei all'antica...
M: Ehi, andiamoci piano! io SONO antico, sono del tutto antico.
Caricamento...
E: Ehi, scherzavo, darling comunque ne usciresti pulito..
M: Tesoro, la mia risposta precedente non conferma ciò che sostengo?
E: Sai che non ho capito?
M: Non fa nulla, vai benissimo così :)